fbpx

Prodotti tipici campani: provola di Agerola

Tra i tanti prodotti tipici campani che vengono considerati un fiore all’occhiello della gastronomia regionale non può mancare la provola di Agerola, un formaggio fresco a pasta filata che viene lavorato con una metodologia simile a quello del fior di latte, ma con quel tocco particolare che offre l’affumicatura. Grazie a Prodotti Gustosi è possibile acquistare da qualunque parte d’Italia ci si trovi una gustosa provola di Agerola dop, che viene preparata secondo un preciso rituale tecnico che si tramanda di generazione in generazione da tempo immemore, fino a diventare uno dei prodotti tipici della Campania più noti ed utilizzati al mondo.

Come si lavora la provola di Agerola

La preparazione della provola prevede un processo che in buona parte è sovrapponibile con quella del fior di latte e della mozzarella di Agerola, uno dei centri specializzati dell’arte casearia campana, tanto da fornire una sorta di certificato fra i prodotti campani dop, come i pomodori del piennolo del Vesuvio, o i limoni di Sorrento, giusto per fare esempi banali. La parte in comune della lavorazione riguarda la filatura, processo tipico per queste tipologie di formaggi, e dopo una fase di maturazione piuttosto breve nelel tempistiche, la provola viene sottoposta ad affumicatura, motivo per cui si parla anche di provola affumicata di Agerola, che connota il sapore ed anche il colore tipico della buccia esterna.

L’affumicatura viene eseguita poggiando la provola di Agerola su delle griglie specifiche in modo che possa essere esposta a fumi naturali provenienti dalla combustione di materiali naturali quali paglia e trucioli di legno. La lavorazione prevede tempi più lunghi rispetto a mozzarella e fior di latte, in parte anche per la consistenza diversa che deve avere la pasta filata. 

Provola di Agerola, caratteristiche

La provola di Agerola al contrario della mozzarella di bufala viene lavorata utilizzando latte vaccino, e le sue peculiarità principali sono quelle di essere a pasta cruda filata, oltre che essere prodotta annualmente 365 giorni: per lo più si tratta di un’esclusiva della Regione Campania, e molti sono i centri in cui viene realizzato questo prodotto caseario dop. La località principale resta ovviamente quella che ha dato i natali a tale prelibatezza, il comune di Agerola, situata sulle pendici dei Monti Lattari, verso il versante amalfitano, ma altre zone regionali che si sono specializzate nelle produzione della provola sono la Valle del Volturno, l’Irpinia, il Sannio, la Penisola Sorrentina e il Vallo di Diano.

Provola di Agerola: un po’ di storia 

Con la mozzarella la provola condivide origini antichissime, e l’etimologia della parola “provola” pare derivi precisamente dal fatto che si trattava appunto di una prova, la quale oltretutto veniva fatta assaggiare ai religiosi presenti nel posto, i quali si recavano in processione verso il Monastero di San Lorenzo a Capua. La provola era appunto una prova nel processo di produzione del formaggio, ossia veniva estratto un campione che doveva essere immerso nell’acqua bollente per verificare se la cagliata fosse pronta per la filatura.  

Oggi la provola vanta utilizzi molto eclettici in cucina: oltre che consumata al momento infatti può essere impiegata anche per diversi giorni a seguire, in quanto la provola si mantiene per più tempo rispetto alla mozzarella che va invece necessariamente consumata fresca. Uno degli impieghi più tipici della provola riguarda la guarnizione della pizza, in alternativa al fior di latte, oppure può fungere da complemento per varie ricette di pasta, mentre come ripieno la si impiega invece per lasagne, cannelloni e paste al forno. Per il consumo fresco invece la provola di Agerola si sposa benissimo con i salumi o con un contorno fresco di verdure, risultando ideale d’estate ma ottimo anche durante la stagione invernale.