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Il tonno di cetara: pesca storia e cultura

La strada per Cetara è tortuosa. Attraversa Vietri, Punta Fuenti, l’Albore Wallon. Questa via è dominata dai paesi di Raito e Albori e prosegue nell’antica Cetara, avvolta dal monte Falerziano. La flora è in parte selvaggia e in parte composta da agrumi. Questa era l’ultima proprietà e confine dell’antico ducato di Amalfi. Cetara è da sempre un paese di pescatori dediti alla pesca tonno rosso. Infatti il ​​nome “Cetara” deriva da “cetari” che significa venditori di tonno. E il tonno di cetara, le alici di cetara sono i prodotti che ha reso famosa quasta città.

Dal 1030 Cetara fu mutuatario del vescovo di Amalfi, che riceveva un decimo di ogni pesca, lo “ius piscariae”. Nel 1120 questo borgo passò sotto il dominio politico di Amalfi. Successivamente è stata sottoposta ai Normanni, all’Abbazia Benedettina di S. Maria di Erchie ed infine all’Abbazia di Cava. L’Abbazia aveva collegamenti marittimi con l’Abbazia Benedettina e il commercio di pellegrini e merci in Africa. Pietro Pappacarbone fu il terzo abate di Cava e nipote di S. Alferio, il fondatore di questa Abbazia. Pietro Pappacarbone ricevette in dono il porto di Vietri nel 1086.

La Storia di Cetara

Nel 1534 i turchi ridussero in schiavitù parte della popolazione, mentre gran parte dei sopravvissuti fuggì a Napoli. Per difendere Cetara da attacchi simili è stata costruita la Torre Vicereale. Attualmente è utilizzato come stanza privata. Secondo un’antica tradizione i pescatori partivano per l’Algeria o il Marocco a marzo e aprile per dedicarsi alla pesca delle acciughe per rifornire i venditori di Messina, Genova e Livorno, per poi tornare in autunno.

Cetara è situata in una lunga valle, anticamente era un baluardo in riva al mare circondato dalle scogliere del monte Falerzio. Questa terra era coperta da foreste e viti. Questa città è esposta a est, con una piccola riva e un ruscello. In tempi antichi questa città era molto più estesa. Un tempo confinava con le acque di Fischetole. Cetara era comunque sotto la giurisdizione di Amalfi. Parte di Vietri, Cetara ottenne l’indipendenza il 15 novembre 1833.

Cetara, il paese del tonno

Cetara è un piccolissimo paese della Costiera Amalfitana. È dipinto dai tanti pescherecci colorati. Il nome deriva da “Cetari”, i coraggiosi cacciatori di tonni. Per ricordare questi uomini valorosi, ogni anno celebrano una festa del tonno di cetara. Cetara è stato l’ultimo borgo della Federazione Amalfitana, porta d’ingresso del bastione.

Ci sono quattro monumenti religiosi nel piccolo centro storico. C’è una chiesa romanica molto bella dedicata a San Pietro che è il Patrono. Si festeggia il 29 giugno. A Cetara troverete anche la chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi con un monastero. All’interno della chiesa c’è un cortile di rara bellezza. Sul colle di ponente si trovano i ruderi della chiesa di S. Maria del Popolo. Almeno, all’altezza della città, c’è la piccola chiesa di Costantinopoli. L’architettura religiosa è sempre stata importante per questa città, riflette la devozione di una città spesso sopravvissuta al bizzarro mare. Cetara sente moltissimo la festa di San Pietro, è il patrono del paese, dei pescatori e del tonno di cetara. A lui dedicano una processione in cui la statua è collocata su un trono a forma di barca. La gente lo porta dietro, ondeggiante come se fosse una barca sul mare. La benedizione del mare è un momento molto profondo della festa: folla in spiaggia e centinaia di barche provenienti da altre località della Costiera Amalfitana. All’1.00 i fuochi d’artificio illuminano il cielo e il mare con ottimi disegni. L’8 dicembre alle 17.00 parte una processione. Ci sono falò su tutte le colline della città. Durante la Sagra del Tonno, invece, si possono gustare tanti piatti di tonno di cetara. Cetara è famosa anche per la “Colatura di alici”, una salsa trasparente e ambrata che nasce dalla maturazione delle acciughe. È un prodotto tipico e tradizionale di origine romana. Il tonno di cetara è l’elemento che ha reso famosa questa città. I cetari devo molto al tonno di cetara e ai suoi pescatori. Senza i pescatori non esisterebbe il tonno di cetara e Cetara non sarebbe così famosa in tutto il mondo. Il tonno di cetara è apprezzato da moltissimi chef che hanno compreso la storia dietro il tonno di cetara e l’hanno voluto fare loro.